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Quattro seppie di media dimensione (200 grammi l'una circa), un cucchiaio di cipolla tritata, poco olio extravergine d'oliva, due pomodori maturi, due patate medie, sale, pepe bianco da mulinello, origano, mezzo litro di vino canaiolo, un ciuffo di prezzemolo tritato
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Liberare le seppie dall'osso e dalle pelli, scavare il mantello col pollice in modo da rendere visibili le viscere, estrarre con cura la sacca del nero e le interiora, conservando solo la sacca marrone che rimane attaccata alla testa, pulire con cura l'interno e liberarla delle pelli della parte inferiore. Incidere gli occhi, estrarli e, dalla stessa apertura, cavare anche il dente. Porre le patate, con la buccia ben lavata, in acqua fredda, portare ad ebollizione, lasciandole poi bollire per dieci minuti, quindi scolarle, asciugarle e mondarle della buccia, per tagliarle poi a pezzetti. Ungere una padella con poco olio extravergine, portare a calore, rosolare la cipolla tritata, a fuoco basso, insieme a due cucchiai delle sacche marroni, amalgamare con un cucchiaio di legno ed adagiarvi le seppie, dalla parte intera del mantello. Aggiungere le patate, condire con sale, origano ed una macinata di pepe bianco, quindi coprire e lasciar sudare a fuoco medio per cinque minuti. Affogare con tutto il vino rosso e far cuocere, coperto e a fuoco vivo, per circa dieci minuti, facendo evaporare circa la metà del vino. Scoprire e girare le seppie, che avranno già assunto una colorazione vinata. Tagliare il pomodoro a pezzettoni ed inserirlo nella preparazione. Lasciar ritirare a fuoco moderato, finchè la salsa risulterà cremosa. Formare in piatto di portata e servire spolverando di prezzemolo tritato.
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Tra la poca uva nera coltivata in Cinque Terre, Canaiolo è uvaggio dominante. Quando inviti un anziano a bere un bicchiere di questo vino, lui ti squadrerà con aria furba e ti dirà : “prima lo assaggio, poi ti dico io se è canaiolo!â€. Questo vino, benché di irrilevante importanza per il commercio vinicolo locale, appartiene a lui e ai suoi ricordi più remoti. Le nuove composizioni dei vini rossi, in scala generale, li rendono ora accostabili al pesce, tanto da prevederne un notevole aumento del loro impiego nelle preparazioni di mare. Più della maggior parte dei bianchi, i rossi lasciano alle ricette un sapore di fondo intrigante e ben definito. Corposo e generoso, con venature di salmastro, proprie dei vini di questa zona apporta a questa ricetta la familiarità del sapore che cede, un sapore... di Cinque Terre. Reperire canaiolo puro non è facile, a meno che non sia un regalo di un contadino del posto. In ogni caso, è uno degli uvaggi che compongono il chianti...
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