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LENTICCHIE AI FRUTTI DI MARE
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100 gr,di lenticchie secche
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200 gr. di cozze
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200 gr. di vongole veraci
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100 gr. di calamaretti novelli
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1 dl di vino bianco secco
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½ litro di brodo vegetale
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Sale e pepe nero di mulinello
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½ dl di olio extravergine d'oliva
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20 gr, tra, carota e cipolla
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Un ciuffo di prezzemolo
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Uno spicchio d'aglio
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Ammollare
le lenticchie in acqua fredda nei tempi consigliati. Sciacquare
e raschiare cozze e vongole, aprirle sul fuoco e sgusciarle,
salvando la loro acqua filtrata. Togliere penna, occhi,
dente ed interiora ai calamaretti, lasciando però
la pelle, tagliare a rondelle i mantelli, ed i ciuffi a
metà. Tritare insieme e finemente carota e cipolla.
Tritare il prezzemolo a parte. In ½ dl d'olio, far
sudare, carota e cipolla, aggiungere le lenticchie gia ammollate
e sgocciolate, insaporirle con sale pepe e lasciarle cuocere,
aggiungendo di volta in volta il brodo vegetale richiesto,
fino a cottura quasi completa. A parte, nell'olio rimasto,
lasciar imbiondire l'aglio mondato e leggermente schiacciato,
quindi toglierlo ed aggiungere i calamaretti, le cozze e
le vongole. Sfumare con vino bianco, lasciar evaporare ed
aggiungere le lenticchie e l'acqua filtrata di cozze e vongole.
Aggiustare di sale e pepe, amalgamare, e lasciar ultimare
la cottura delle lenticchie, che assorbiranno l'eccesso
di liquido. Servire spolverando di prezzemolo tritato.
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A
capodanno le lenticchie sono di buon augurio. Questa ricetta
è nata dall'esigenza di non rinunciare all'impostazione
marina di un cenone, pur salvando le tradizioni. L'incontro
di questi sapori, comunque, finisce per sorprendere anche
chi l'ha cercato, facendo intendere possibilità
future di perfezionamento e sviluppo in ulteriori ricette.
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TAGLIOLINI
ALL'ASTICE
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2
cucchiai d'olio extravergine d'oliva, ¼ di cipolla,
un cucchiaino da caffè di porro tritato, 1 astice
da circa 600 grammi, ½ bicchiere di brandy, sale,
pepe bianco e origano, 10 foglie di basilico, quattro
ciuffi di prezzemolo tritato, 200 grammi di pomodori freschi
ben maturi, 300 grammi di tagliolini all'uovo |
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Tagliare
i pomodori concassè, portare l'olio a temperatura in
una padella, far sudare la cipolla tritata insieme al porro.
Spaccare l'astice staccando la testa dalla coda. Tagliare la
coda in più rondelle e la testa a metà. Passare
i pezzi in padella, disponendo le due metà della testa
col taglio appoggiato sulla cipolla, in modo che la colatura
dei succhi generi un fondo di cottura, e rosolare. Dopo pochi
minuti innaffiare col brandy e lasciare evaporare. Quando il
brandy avrà lasciato solo il suo aroma, aggiungere i
pomodori, condire con sale, pepe bianco macinato fresco e origano,
incorporare le foglie di basilico strappate a mano e lasciar
ritirare per 10 minuti a fuoco lento. Scolare i tagliolini al
dente e saltare in padella. Servire in tavola ben caldo, cosparso
di prezzemolo tritato |
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Nei
mesi magici di aprile e maggio, alle Cinque Terre, si pescano
con buona frequenza aragoste ed astici. In tutto il resto dell'anno,
si pensi, si pescano tante aragoste e tanti astici quanti in un
solo giorno fortunato dell'arco di questi due mesi. La specie
di astice endemica è l'astice azzurro dell'illustrazione.
Generalmente non si tratta quasi mai di grossi esemplari, anche
se quello di buona taglia non è infrequente. Gli astici
tra i 500 e i 600 grammi sono i più indicati come condimento,
data la dolcezza della loro polpa. Nel caso si volessero produrre
in proprio i tagliolini, può essere d'ispirazione la seguente
ricetta: 50 grammi di semola di grano duro, 250 grammi di farina
di grano tenero, un uovo intero e un tuorlo, sale. Formare una
fontana con le farine, porre uovo e tuorlo al centro di essa con
una presa di sale, amalgamando brevemente con i rebbi di una forchetta.
Impastare quindi a mano, perché la massa ne senta il calore,
fino ad ottenere un impasto liscio e compatto. Tirare la sfoglia
al 5 e tagliarla a coltello o con l'apposito strumento. Se la
cottura non avverrà entro breve tempo, stenderli ad asciugare
in piccoli nidi, velati di farina. |
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NASELLO ALLA RIOMAGGIORESE
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Un
nasello di circa 1 kg, 300 grammi di patate, un dl di
olio extravergine d'oliva, uno spicchio d'aglio, un ciuffo
di prezzemolo, un dl di vino bianco secco, una manciata
di capperi sott'aceto, un cucchiaio da tavola di cipolla
tritata, un rametto di rosmarino, sale, origano e pepe
bianco di mulinello. |
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Procedere
alla pulizia del pesce squamandolo, privandolo delle branchie,
prestando attenzione agli archi branchiali, spinosi e taglienti,
e delle viscere, dopo averlo sventrato. Portare ad ebollizione
le patate, con la buccia e poste in acqua fredda, sbianchirle
per 10 minuti, quindi colarle e sbucciarle. Cospargere il fondo
di una teglia, dopo averlo unto d'olio, con la cipolla tritata
e gli aghi di rosmarino, coprire con le patate tagliate a rondelle
salare le patate e cospargerle di prezzemolo tritato. Adagiare
il nasello sul letto di patate, cospargere il tutto con i capperi,
strizzati dall'aceto, dopo averne tritato la metà, aggiungere
il vino bianco, condire con sale, origano ed una manciata di
pepe da mulinello, ungere con il restante olio ed infornare,
coperto da un foglio d'alluminio, in forno preriscaldato a 180°
per 20 minuti circa. |
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Il
nasello che si pesca nel sottocosta delle 5 Terre, risente positivamente
del fondale roccioso che costella il suo habitat naturale, la sabbia.
Il maggior sapore e la maggior varietà delle sue prede si traducono
in una maggior consistenza e sapidità delle sue carni, ben
diverse da quelle che lo stesso pesce potrebbe avere d'estate, con
i nutrimenti delle buie acque degli oltre 500 metri di profondità
dei canaloni. Si tratta pur sempre di un pesce dalle carni fragilissime,
ed il letto di patate ne semplifica il servizio. Ha carni delicate
e leggermente insipide, che ben reggono il confronto con i saporitissimi
capperi |
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